La chirurgia dei difetti di Refrazione

La chirurgia dei difetti di Refrazione

La chirurgia dei difetti di Refrazione

Quando parliamo di difetti di refrazione parliamo della miopia, dell’ipermetropia, dell’astigmatismo e della presbiopia.
Nella miopia il paziente avverte una difficoltà nella visione per lontano, mentre da vicino la visione si presenta nitida.
Nel caso di un paziente ipermetrope in genere la visione può risultare difficoltosa da vicino, mentre in genere è buona da lontano, fatta eccezione per ipermetropie di grado elevato.
Nell’astigmatismo a causa di una più elevata curvatura della cornea lungo uno dei suoi assi, l’immagine che si presenta al paziente tende ad essere sfuocata sia da lontano che da vicino, a volte addirittura sembra quasi sdoppiarsi.
In ultimo la presbiopia è il fisiologico calo della capacità visiva che il paziente avverte da vicino a partire in genere dai 40 anni (variabile da soggetto a soggetto), è legata alla perdita progressiva della capacità di accomodazione dell’occhio.

Oggi le moderne tecniche chirurgiche che si avvalgono del laser ad eccimeri consentono una adeguata risposta ai sopradescritti difetti visivi.
Come detto il trattamento di tali difetti avviene mediante il laser ad eccimeri mediante metodiche o di superficie (PRK-LASEK) o “più profonde” (ILASIK).
Le tecniche di superficie prevedono che il laser venga direzionato sulla superficie corneale dopo aver rimosso o spostato l’epitelio. In tal caso dopo aver effettuato il trattamento al paziente viene applicata una lente a contatto per circa 7 gg in modo da consentire una adeguata riepitelizzazione ed una riduzione del fastidio post-operatorio. Quest’ultimo in genere ha una durata di circa 3 gg e prevede lacrimazione, difficoltà alla visione della luce, bruciore, senso di secchezza oculare ed in alcuni casi dolore. Al termine dei 5-7 gg la lente a contatto viene rimossa dall’oculista.
Nel caso di tecniche di trattamento più profonde oggi il laser a femtosecondi, che ha sostituito il microcheratomo, permette di creare un lembo corneale di massima precisione e di consentire il trattamento con eccimeri nello strato stromale della cornea. Tale tipo di taglio mediante il femtolaser ha consentito di eliminare quelle complicanze che prima pur se molto rare erano dovute alla non perfetta esecuzione del taglio con la lama. I fastidi post operatori sono ridotti in tale caso veramente al minimo non venendo intaccato l’epitelio corneale ed in genere il recupero visivo del paziente è rapidissimo.
Un punto sul quale mi permetto di soffermarmi con chiarezza è l’adeguato studio del paziente nel periodo preoperatorio, innanzitutto per capire se candidabile alla chirurgia, in caso di dubbio è doveroso sconsigliare l’intervento, ed anche per capire quale è la metodica migliore da applicare nel caso in esame, eventualmente ricorrendo a strategie di personalizzazione del trattamento con lo scopo non solo di migliorare la capacità visiva del paziente ma anche agendo sulla qualità della vista. Fondamentale è il colloquio con il paziente prima di procedere alla chirurgia , fornendo tutte le spiegazioni necessarie al fine di fugare qualunque minimo dubbio o perplessità.
Laddove la metodica con il laser ad eccimeri non fosse percorribile per vari motivi, si può valutare in caso di richiesta da parte del paziente l’utilizzo di lenti intraoculari.

Dottor Emiliano Daniele