Visite Oculistiche in età pediatrica

Visite Oculistiche in età pediatrica

Visite Oculistiche in età pediatrica

 

La prevenzione in ambito oculistico rimane una tappa fondamentale nella vita dei bambini. Dovrebbe partire già dai genitori il dubbio, di fronte a segni oculistici o strani comportamenti da parte dei loro figli.

Ad esempio segni da non sottovalutare mai sono:

  • La presenza di un occhio rosso
  • Lacrimazione
  • Fastidio alla luce
  • Strabismo
  • Presenza di movimenti irregolari degli occhi tipo a scatti sia in senso verticale che orizzontale che rotazionale
  • Differenti forme degli occhi, colore degli occhi diversi, assenza di riflesso pupillare, pupille diverse tra loro
  • Riflesso biancastro ……

 

Come pure:

  • In età precoce: incapacità di seguire gli oggetti o di afferrarli, posizioni anomale del capo(PAC)
  • Incapacità a calcolare le distanze, difficoltà o incapacità ad evitare ostacoli
  • Tendenza a vedere prevalentemente con un solo occhio tanto da chiudere l’altro
  • Cefalea molto frequente
  • Difficoltà nel riconoscere i colori
  • Difficoltà nel colorare o disegnare in spazi ben definiti o scrivere con difficoltà……

 

In presenza di quanto indicato sopra o anche di fronte ad altri sintomi “non considerati normali dai genitori”, o anche segnalati da chi è a contatto con il bambino es. maestre, è importante contattare subito il proprio pediatra e l’oculista di riferimento.

Ovviamente come è normale che capiti il pediatra è il primo medico con il quale il nascituro viene a contatto, pertanto il suo ruolo rimane fondamentale, per individuare soggetti a rischio o con patologie oculari già in essere, con lo scopo di indirizzare la famiglia immediatamente dallo specialista oculista. Importante ad esempio è l’esecuzione del test del riflesso rosso, test di Bruckner, in quanto di fronte alla sua mancanza o riduzione diventa urgente inviare il piccolo ad un oculista onde scongiurare anomalie corneali, una cataratta congenita, retinoblastoma, glaucoma. Come il pediatra dovrebbe sempre tener conto di situazioni come anomalie della motilità oculare, bassa capacità visiva, difficoltà alla luce, cefalea, anomalie pupillari, nistagmo, anamnesi familiare positiva per patologie oculari gravi e via dicendo.

 

Ruolo dell’oculista:

Fondamentale è il ruolo dell’oculista nella prevenzione o nell’eventuale trattamento dei difetti visivi. Normalmente a tre anni di età la visita oculistica diventa una tappa obbligata nella crescita corretta di un bambino. Ovviamente di fronte a casi particolari l’oculista deve essere in grado di visitare un bambino anche molto prima, in alcuni casi di fronte a certe condizioni si ricorre alla visita in narcosi in strutture adeguate. In ogni caso a 3 anni è importante eseguire una vista completa in cicloplegia, con le gocce, onde poter visitare l’occhio in tutte le sue componenti e poter definire con correttezza l’esistenza o meno di un eventuale difetto visivo. Se ritenuto necessario vanno prescritti occhiali onde consentire un adeguato sviluppo visivo del bambino, per ottenere il massimo della sua capacità visiva ed evitare l’instaurarsi di una ambliopia, occhio pigro, prima si comincia con la correzione e/o con l’eventuale occlusione migliori e duraturi saranno i risultati.

Vanno sempre scongiurati a parte le malattie dell’occhio: cataratta congenita, glaucoma congenito, anomalie neurooftalmologiche, patologie genetiche e quant’altro, la presenza di difetti visivi come la miopia (semplicisticamente il vedere male da lontano), l’ipermetropia, che oltre un valore diciamo fisiologico va comunque trattata con lenti positive,  l’astigmatismo dove a causa di una diversità dei diametri corneali le immagini risultano sfuocate o sdoppiate e lo strabismo: deviazione di uno o di entrambi gli occhi.

Bisogna considerare che la miopia tende ad avere come caratteristica la sua progressione nella vita di un individuo, l’ipermetropia può a volte ridursi con lo sviluppo del piccolo e l’astigmatismo in genere tende a rimanere stabile. In caso di un astigmatismo con tendenza al cambiamento l’oculista deve sempre porsi delle domande e sottoporre il paziente a tutti gli accertamenti necessari per scongiurare eventuali patologie.

Non volendo entrare nel dettaglio di quanto scritto sopra, in quanto esulerebbe dal motivo di queste poco righe il messaggio corretto che deve passare è la centralità del ruolo del pediatra e dell’oculista nella corretta salvaguardia della salute oculare di un piccolo paziente. In ogni caso rimane fondamentale eseguire una visita oculistica in assenza di sintomi all’età di tre anni a scopo preventivo. Sarà poi compito dell’oculista decidere, in base al caso, la cadenza delle visite successive.

Inoltre va sempre detto che un ruolo non meno importante è svolto dall’ortottista-assistente di oftalmologia nel coadiuvare l’oculista nelle varie fasi di diagnosi, cura e trattamento di eventuali problemi.

 

Dott. Emiliano Daniele