ESAME DEL CAMPO VISIVO

ESAME DEL CAMPO VISIVO

ESAME DEL CAMPO VISIVO

 

Tale test serve per valutare l’ampiezza della zona di visione e ne misura in ogni punto la sensibilità alla luce. Diciamo in senso generale che serve a valutare la funzionalità del sistema visivo. L’esame viene eseguito con macchinari dedicati, esiste sia una metodica computerizzata che manuale, quest’ultima anche se più datata in casi particolari e selezionati può risultare ancora molto utile. E’ compito dell’oculista conoscendo il paziente, per il quale si richiede l’esame, decidere la metodica più adatta, e nel caso del campo visivo computerizzato quale tipo di programma scegliere (es. 30-2; 10 gradi centrali, test di screening e via dicendo).

L’esame del campo visivo è un test piuttosto rapido, indolore e non invasivo, ma essendo un test soggettivo, il risultato dipende dalle risposte del paziente, può risentire di molte variabili che potrebbero non far considerare attendibile l’esame. Pertanto è fondamentale cercare di utilizzare delle accortezze particolari per ridurre al minimo tali variabili. Il paziente deve essere messo a proprio agio, cercando di ridurre ogni fonte di stress o disturbo, va posizionato correttamente davanti al macchinario e spiegatogli per bene come funziona il test, assicurandosi ovviamente di essere stati compresi dal paziente. E’ importante svolgere l’esame in una stanza in penombra, dove durante lo svolgimento del test non entri nessuno e non vi siano elementi di disturbo (es. telefono, cellulare…..). In genere l’esame viene eseguito mono ocularmente, un occhio alla volta, anche se esistono particolari condizioni dettate da normative che richiedono un esame binoculare. E’ importante che l’esaminatore controlli sul monitor la corretta posizione dell’occhio del paziente onde poterla correggere se necessario. Fondamentale è anche eseguire i vari esami, in genere ne verranno ripetuti svariati nel tempo, onde monitorare l’andamento della patologia, sempre con lo stesso macchinario, per rendere valide le valutazioni del processo patologico nel tempo.

Da parte dell’esaminatore è importante conoscere, onde evitarle, tutte le varie situazioni che possono non rendere attendibile un esame del campo visivo:

  • Insorgere di stato di fatica e perdita di concentrazione durante l’esame: se utile eseguire delle pause
  • Deficit di apprendimento: molto frequente alle prime volte ove non si ha dimestichezza sufficiente con l’esame e lo strumento: utile ripetere varie esami onde stabilire un criterio di attendibilità, non occorre aspettarsi sempre un risultato certo ed affidabile al primo esame
  • Demotivazione da parte del paziente: fondamentale incoraggiarlo durante l’esame
  • Varie condizioni di stress anche legate ad uno stato di ansia prima dell’esecuzione
  • Tenere sempre in considerazione altre condizioni patologiche dell’occhio che possano falsare il risultato dell’esame.

 

In conclusione per ottenere un risultato utile ai fini diagnostici occorre avere a disposizione un buon macchinario, un paziente correttamente istruito e motivato, un esaminatore esperto nella metodica e nella corretta gestione del singolo caso che si troverà davanti di volta in volta.